Linee Guida per la Valutazione della Qualità Espositiva   

La qualità non è mai casuale; è sempre il risultato di uno sforzo intelligente (John Ruskin).

Museo del Prado

Premessa

Nell’ambito del Progetto TAEQI (Tourism, Arts and Entertainment Quality Improvement), volto a definire i fattori e gli indicatori che influenzano la qualità e la competitività nel settore turistico-culturale, AIPTOC – Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali, in collaborazione con il Centro Studi Helios, ha elaborato le seguenti Linee Guida per la Valutazione della Qualità Espositiva.

L’attuale versione delle Linee Guida rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo. L’obiettivo è promuovere la definizione di uno standard condiviso tra i diversi stakeholder del settore turistico-culturale. Si auspica che altri protagonisti del settore partecipino in modo attivo e collaborativo alle future revisioni.

In questo contesto, AIPTOC incoraggia la partecipazione di tutti gli stakeholder del turismo, dell’arte e dello spettacolo — istituzioni, università, musei, enti locali, associazioni culturali e di categoria, organizzazioni di promozione e sviluppo, professionisti, artisti e studiosi — affinché possano contribuire a un percorso di crescita condivisa.

Chiunque desideri offrire il proprio contributo al miglioramento delle linee guida proposte può manifestare il proprio interesse scrivendo a:  info@aiptoc.it

Presentazione

Queste linee guida nascono con l’obiettivo di offrire a curatori, artisti, organizzatori e mediatori culturali uno strumento operativo flessibile, utile per valutare – in fase progettuale, realizzativa e post-espositiva – il livello di qualità sensoriale, emotiva e comunicativa di una mostra o di un evento culturale a carattere espositivo.

La valutazione proposta non si basa su standard rigidi, ma su un sistema riflessivo e progressivo, che considera tre dimensioni fondamentali dell’esperienza:

  1. Sensoriale – coinvolgimento percettivo e corporeo;
  2. Emotiva – connessione affettiva, simbolica e identitaria;
  3. Comunicativa – chiarezza, accessibilità e capacità narrativa dei contenuti.

Per ognuna di queste dimensioni, il modello individua una serie di principi esperienziali (16 in totale), articolati in 83 indicatori osservabili, i quali possono essere selezionati e adattati liberamente in base al contesto, agli obiettivi e alla natura della mostra.

Perché adottare il metodo: vantaggi per gli espositori

Applicare questi indicatori può offrire numerosi benefici, sia a livello qualitativo che strategico:

    1. Valorizzazione dell’esperienza del visitatore: Integrare stimoli sensoriali (luce, suoni, tatto, profumi), emozioni e narrazione permette di creare un’esperienza immersiva e memorabile, capace di lasciare un impatto profondo.
    1. Maggiore efficacia comunicativa: Grazie a principi come la rivelazione, la provocazione, la semplicità comunicativa e la narrazione creativa, il messaggio culturale risulta più accessibile, coinvolgente e personalizzato.
    1. Rafforzamento del valore identitario ed espressivo: Gli indicatori legati all’unicità, alla relazione e alla contestualizzazione contribuiscono a conferire alla mostra un’identità forte e riconoscibile, capace di riflettere l’universo creativo dell’artista o il messaggio culturale dell’esposizione. Che si tratti di opere legate al patrimonio o di creazioni originali slegate dal contesto territoriale, questo approccio consente di costruire una narrazione coerente, significativa e distintiva, favorendo un coinvolgimento autentico del pubblico e una più profonda connessione emotiva e simbolica con le opere presentate.
    1. Miglioramento della qualità espositiva complessiva: L’interazione tra dimensioni sensoriali, emotive e comunicative genera sinergie che aumentano:
    • la comprensione dei contenuti,
    • la fruibilità del percorso espositivo,
    • l’estetica e l’armonia dell’allestimento.
    1. Flessibilità e personalizzazione: Il metodo non impone regole fisse: consente di adattare liberamente gli indicatori in base al tipo di mostra, al target di pubblico e alle risorse disponibili, mantenendo coerenza con l’identità progettuale.
    1. Credibilità e trasparenza: L’utilizzo di uno strumento di valutazione strutturato e comunicabile può essere percepito dai visitatori, dalle istituzioni e dagli sponsor come un segnale di serietà, cura e qualità.

Linee Guida per la Valutazione della Qualità Sensoriale, Emotiva e Comunicativa di un Evento Espositivo

Rimandando ai singoli moduli del corso SPE173: Qualità Sensoriale, Emotiva e Comunicativa nelle Mostre per l’approfondimento dei concetti teorici e degli esempi operativi associati a ciascun elemento, si propone di seguito una metodologia sintetica per la valutazione complessiva della qualità esperienziale di un evento espositivo.

Questa metodologia si concentra sulla capacità dell’esposizione di coinvolgere il visitatore in modo integrato, attraverso i sensi, le emozioni e la comunicazione, valutando al tempo stesso il livello di applicazione delle strategie collegate ai principi esperienziali e interpretativi, in particolare per quanto riguarda i diversi tipi di coinvolgimento (sensoriale, emotivo e cognitivo-comunicativo).

 Obiettivo dello strumento

Lo schema proposto potrà essere utilizzato come strumento di autovalutazione, finalizzato a misurare in modo orientativo il grado di qualità espositiva, intesa come:

    • Coinvolgimento sensoriale (esperienza corporea e percettiva);
    • Coinvolgimento emotivo (connessione affettiva e simbolica);
    • Coinvolgimento comunicativo (chiarezza, efficacia e accessibilità dei contenuti).

 Strategie e Indicatori di Qualità

Per ciascuna delle tre dimensioni, vengono individuate strategie specifiche, intese come indicatori qualitativi osservabili. L’adozione degli indicatori non è obbligatoria né universale:

    • Alcuni indicatori potrebbero risultare non applicabili in base al tipo di evento, al contesto espositivo o alle scelte artistiche e curatoriali adottate.
    • La presenza di un maggior numero di indicatori attivati potrà tuttavia indicare un livello qualitativo superiore, in termini di coinvolgimento globale e efficacia esperienziale.

Importante: Non si tratta di un sistema rigido di punteggi, ma di uno strumento flessibile e riflessivo, utile per l’autovalutazione e il miglioramento progressivo dei progetti espositivi.

Note metodologiche

Nota 1: È importante sottolineare che la qualità complessiva di un evento espositivo non dipende unicamente dagli aspetti espositivi o allestitivi in senso stretto. Essa è frutto di un sistema più ampio di elementi che comprendono, tra gli altri:

        • Il contesto organizzativo e gestionale dell’ente promotore;
        • La qualità della progettazione e pianificazione dell’evento;
        • Le azioni di valutazione, feedback e miglioramento continuo poste in essere prima, durante e dopo l’esperienza espositiva.

Lo strumento proposto si limita a valutare tre dimensioni qualitative interne all’esperienza fruitiva, con riferimento agli indicatori di qualità sensoriale, emotiva e comunicativa.

 Nota 2: Interazione delle Dimensioni Qualitative: Sensoriale, Emotiva e Comunicativa: È fondamentale sottolineare che le tre dimensioni qualitative – sensoriale, emotiva e comunicativa – non costituiscono ambiti separati o compartimenti stagni, ma agiscono in stretta connessione, interagendo e rafforzandosi reciprocamente.

Queste dimensioni rappresentano le fondamenta su cui dovrebbe poggiare ogni esperienza espositiva, in quanto ciascuna contribuisce a stimolare una parte diversa – ma complementare – della percezione e della comprensione del visitatore.

Tuttavia, non operano mai in modo isolato: la loro interazione genera sinergie che permettono di:

        • aumentare l’efficacia comunicativa del messaggio espositivo;
        • migliorare l’efficienza fruitiva del percorso, facilitando l’apprendimento e la memorizzazione;
        • intensificare il coinvolgimento emotivo e l’esperienza estetica.

In un percorso ben progettato, uno stimolo sensoriale può attivare una risposta emotiva, che a sua volta potenzia la ricezione del messaggio comunicativo. Viceversa, una narrazione efficace può guidare la percezione sensoriale e rendere più profondo l’impatto emotivo. L’integrazione armonica di queste tre dimensioni è ciò che distingue una semplice esposizione da un’esperienza realmente trasformativa.

Nota 3: Tra i principi esperienziali e interpretativi sono previsti anche i seguenti elementi fondamentali:

        • Approccio Culturale
        • Passione

Questi principi, pur essendo essenziali, non prevedono, in questo contesto,  indicatori specifici, in quanto sono considerati intrinseci nella natura stessa delle mostre che trattano opere d’arte o beni culturali. 

L’approccio culturale, infatti, è implicito in ogni percorso espositivo che abbia come oggetto il patrimonio materiale o immateriale, poiché si presuppone una volontà di valorizzazione, contestualizzazione e trasmissione del sapere culturale.

Analogamente, si presume che l’artista sia mosso dalla propria passione creativa, così come chi organizza o cura un’attività espositiva legata al patrimonio culturale sia guidato da un’autentica passione e da un amore profondo verso ciò che espone e comunica.

Tali principi, pur non inseriti in questo contesto  attraverso indicatori oggettivi, costituiscono la base valoriale e motivazionale su cui dovrebbe basarsi qualsiasi mostra espositiva.

Nota 4: Per ogni indicatore è possibile dare un punteggio da 0 (indicatore valutato ampiamente negativo) a 3 (indicatore valutato ampiamente positivo) in particolare i valori, in fase di autovalutazione, sono così assegnati.

        • 0= Indicatore valutato ampiamente negativo
        • 1= Indicatore valutato parzialmente negativo
        • 2= Indicatore valutato parzialmente positivo
        • 3= Indicatore valutato ampiamente positivo

In sintesi

      • Lo schema di valutazione si concentra sulle dimensioni sensoriale, emotiva e comunicativa.
      • Ogni dimensione è supportata da strategie/indicatori che ne esplicitano il livello qualitativo.
      • Non è necessario applicare tutti gli indicatori: la loro selezione dipende dal contesto e dagli obiettivi.
      • La qualità esperienziale aumenta quanto più è articolata e integrata l’attivazione delle tre dimensioni.
      • Lo strumento è pensato come guida per progettisti, curatori, educatori museali e organizzatori di eventi culturali.

Lo schema è così composto (Tra parentesi il numero di indicatori coinvolti)

      • 3 Macro Aree Qualitative (Qualità Sensoriale, Emotiva e Comunicativa)
      • 16 Fattori di Qualità (Principi Fondamentali)
      • 83 Indicatori di Qualità (Strategie)

Qualità Sensoriale (36)

          • Approccio Multisensoriale (18)
          • Partecipazione (3)
          • Approccio Tematico (2)
          • Approccio Estetico (6)
          • Immersione (7)

Qualità Emotiva (21)

          • Unicità (8)
          • Approccio Relazionale (5)
          • Apprendimento Esperienziale (4)
          • Intrattenimento e Coinvolgimento Ludico (4)

Qualità Comunicativa (26)

          • Rivelazione (8)
          • Provocazione (4)
          • Approccio Olistico (3)
          • Approccio su Misura (2)
          • Approccio Creativo (5)
          • Comunicazione Fondata sui Fatti (2)
          • Semplicità e Coerenza Comunicativa (4)

 Qualità Sensoriale

Stimolare i sensi non è solo un mezzo per catturare l’attenzione, ma anche un potente strumento per catturare l’attenzione. Attraverso un uso consapevole degli stimoli sensoriali, una mostra può trasformarsi da semplice esposizione a esperienza immersiva, in cui i visitatori non si limitano a osservare, ma vivono lo spazio espositivo con tutti i loro sensi.

Il coinvolgimento sensoriale nell’esperienza espositiva è strettamente legato ai seguenti principi fondamentali:

    • Approccio Multisensoriale
    • Partecipazione
    • Approccio Tematico
    • Approccio Estetico
    • Immersione

L’immersione sensoriale è il risultato dell’applicazione integrata dei principi di multisensorialità, partecipazione, estetica e approccio tematico, pertanto per questo principio non vengono presentati indicatori specifici.

Approccio Multisensoriale (18)

Illuminazione (7)

        • SVI1. Selezione della Temperatura di Colore: Per ottenere una resa cromatica ottimale e valorizzare i colori delle opere:
        • SVI2. Utilizzo di Illuminazione Direzionale: Valutare l’impiego di illuminazione direzionale per concentrare la luce sulle opere e minimizzare dispersioni luminose, evitando riflessi fastidiosi o abbagliamenti per i visitatori.
        • SVI3. Posizionamento Strategico dei Faretti: I punti luce devono essere collocati in modo che la loro traiettoria sia indirizzata esclusivamente verso l’opera, evitando che il fascio luminoso colpisca direttamente gli occhi dei visitatori lungo il percorso di visita.
        • SVI4. Uso di Luci d’Accento:  L’illuminazione d’accento (accent lighting) può essere utile per mettere in evidenza dettagli particolarmente significativi di un’opera, come trame pittoriche, incisioni o specifici elementi decorativi.
        • SVI5. Evitare Fonti di Abbagliamento: Luce eccessivamente intensa o mal posizionata può generare zone di abbagliamento fastidiose. È importante regolare l’intensità luminosa per garantire un’illuminazione confortevole e uniforme.
        • SVI6. Evitare Contrasti Eccessivi tra Luci e Ombre: Un contrasto troppo marcato tra zone molto luminose e aree in ombra può affaticare la vista e compromettere la leggibilità dell’opera. L’illuminazione deve essere calibrata per garantire una transizione armoniosa tra le diverse aree espositive.
        • SVI7. Illuminazione delle Opere Tridimensionali: Per le opere tridimensionali (sculture, installazioni, manufatti artistici), si consiglia di utilizzare illuminazione focalizzata per enfatizzare i volumi e le forme

Suono (4)

        • SUD1. Musica di Sottofondo: Creare l’Atmosfera Giusta: La scelta della musica di sottofondo deve essere accuratamente calibrata in base al tema dell’esposizione e al tipo di esperienza che si vuole creare.
        • SUD2. Suoni Ambientali: Creare un’Immersione Sensoriale: I suoni ambientali possono amplificare l’atmosfera della mostra, stimolando la percezione sensoriale e migliorando il coinvolgimento emotivo.
        • SUD3. Il “Suono del Silenzio”: Il Valore della Quietudine: Il silenzio è spesso un elemento sottovalutato, ma in molti contesti espositivi può essere il miglior alleato per la contemplazione.
        • SUD4. Adattamento del Suono al Contesto Espositivo: L’uso strategico del suono deve sempre essere valutato in base al tema della mostra, alla tipologia di spazio espositivo e al pubblico di riferimento.

Tatto (3)

        • STA1.  Materiali Naturali: L’inserimento di materiali naturali come legno, pietra, lino o altri tessuti organici negli arredi e nei dettagli architettonici può rafforzare il legame tematico con l’esposizione.
        • STA2. Tessuti e Superfici Tattili Accoglienti: L’uso di tessuti e superfici che invitano al contatto – come tappeti morbidi, pareti rivestite, tende decorative, sedute imbottite o elementi in velluto – può rendere lo spazio espositivo più confortevole, caldo e sensorialmente ricco.
        • STA3. Percorsi Tattili e Interattivi: La progettazione di percorsi tattili permette ai visitatori di interagire fisicamente con materiali e superfici, sperimentando direttamente la varietà delle sensazioni al tatto.

Olfatto (2)

        • SOL1. Aromi Ambientali e Fragranze Contestuali: L’utilizzo di essenze diffuse nell’ambiente consente di amplificare il messaggio visivo ed emotivo delle opere.
        • SOL2. Percorsi Olfattivi Tematici: È possibile progettare postazioni dedicate all’interazione olfattiva, in cui i visitatori possano annusare materiali, fragranze o oggetti odorosi in modo controllato e guidato.

Gusto (2)

        • SGU1. Offerta di Prodotti Tipici Locali: L’inserimento di momenti di degustazione di prodotti enogastronomici locali (formaggi, salumi, mieli, oli, vini, dolci tradizionali, ecc.) consente di rafforzare il legame tra l’esperienza artistica e il patrimonio immateriale del territorio.
        • SGU2. Degustazioni Sensoriali Tematiche: Organizzare eventi o percorsi degustativi in cui il cibo viene associato in modo tematico e simbolico alle opere d’arte o ai temi trattati nella mostra.

 Partecipazione diretta. (3)

      • SPA1. Supporti Informativi Interattivi: Pannelli, schermi e totem digitali possono offrire esperienze di apprendimento attivo.
      • SPA2. Oggetti e Ambienti Interattivi: Anche gli elementi dello spazio espositivo possono diventare strumenti di partecipazione.
      • SPA3. Attività Animate o Guidate: La partecipazione può essere stimolata anche attraverso attività esperienziali dirette.
      • Approccio Tematico (2)
      • STE1. Scelta Consapevole del Tema: Il tema deve essere selezionato in base alla coerenza con le opere esposte, alla rilevanza culturale o educativa, e alla sua capacità evocativa.
      • STE2. Design Espositivo Coerente con il Tema: Gli elementi scenografici (colori, materiali, suoni, illuminazione, arredi, supporti) devono riflettere e rafforzare il tema. La disposizione delle opere, il ritmo del percorso e la presenza di spazi di transizione devono seguire una logica narrativa.

Principio Estetico (6)

      • SES1: Zona di rispetto visiva: Ogni opera deve poter “respirare” visivamente: deve cioè disporre di uno spazio libero attorno a sé per essere percepita in modo pieno, senza interferenze.
      • SES2: Controllo degli Eccessi Sensoriali: Una scenografia troppo carica o una combinazione sproporzionata di luci, suoni, colori e materiali può opprimere i sensi e generare un’esperienza confusa.
      • SES3. Attenzione alle Carenze Estetiche: Un ambiente trascurato, privo di armonia visiva o incoerente con il tema, compromette la percezione dell’intera mostra.
      • SES4. Armonia dei Materiali e dei Supporti: I supporti (basi, cornici, pannelli, materiali di allestimento) devono essere coerenti con lo stile e il tono della mostra.
      • SES5. Coerenza Visiva e Tematica: Tutto ciò che circonda le opere deve essere in risonanza estetica con il tema dell’esposizione.
      • SES6. Equilibrio tra Spazio e Contenuto: Un’esposizione ben bilanciata distribuisce correttamente le opere, evitando sia l’eccesso che la dispersione.

 Immersione (7)

      • SIM1. Tecnologia Immersiva adeguata: Strumenti tecnologici come la realtà aumentata (AR), proiezioni interattive e suoni surround possono arricchire l’esperienza, permettendo ai visitatori di esplorare mondi difficilmente ricreabili fisicamente. Ad esclusione delle mostre concentrate sulla tecnologia, per le mostre che prevedono l’esposizione di opere d’arte o beni culturali è opportuno fare un uso  ponderato della tecnologia.
      • SIM2. Ambienti Tematici: Progettare ambienti che rispecchino pienamente il tema della mostra, fungendo da amplificatori dell’esperienza immersiva.
      • SIM3. Ambienti Estetici: Curare un design armonioso che crei un’atmosfera capace di catturare l’attenzione e favorire l’immersione, bilanciando bellezza e funzionalità.
      • SIM4. Narrativa Coinvolgente: Elaborare una narrazione coerente e profonda che guidi i visitatori attraverso la mostra, connettendoli emotivamente alle opere e al patrimonio culturale esposto.
      • SIM5. Interazione Emotiva e Intellettuale: Progettare esposizioni che non solo stimolino i sensi, ma anche l’intelletto e le emozioni dei visitatori.
      • SIM6. Eliminazione delle Distrazioni: Assicurarsi che l’ambiente espositivo sia privo di elementi dissonanti o distraenti, come rumori esterni, segnaletica incoerente o arredi fuori tema, per mantenere l’immersione del visitatore.
      • SIM7. Partecipazione Diretta: Coinvolgere attivamente i visitatori nelle attività espositive, trasformandoli da spettatori passivi a partecipanti attivi, aumentando il loro livello di immersione e coinvolgimento.

 Qualità Emotiva

Un’esperienza espositiva efficace non si limita a presentare opere o reperti, ma deve essere in grado di creare connessioni emotive tra il visitatore, l’artista e le opere esposte o, nel caso di mostre dedicate al Patrimonio Culturale, con il patrimonio stesso. L’obiettivo è stimolare curiosità, riflessione e in alcuni casi, senso di appartenenza, rendendo la visita un’esperienza significativa e memorabile.

L’emozione è il ponte che collega il contenuto espositivo alla sfera personale dei visitatori. Un’esposizione capace di suscitare emozioni profonde favorisce non solo il coinvolgimento, ma anche una maggiore comprensione e interiorizzazione dei messaggi trasmessi.

Il coinvolgimento emotivo nell’esperienza espositiva è strettamente legato ai seguenti principi fondamentali:

  • Unicità
  • Approccio Relazionale
  • Apprendimento Esperienziale
  • Intrattenimento e Coinvolgimento Ludico

Unicità (8)

    • EUN1. Collegamenti al Patrimonio Immateriale: Legare, laddove pertinente, le opere e gli oggetti esposti a pratiche tradizionali, leggende, rituali, mestieri e narrazioni locali.
    • EUN2. Eventi Esclusivi e a Tempo Limitato: Creare esposizioni o sezioni disponibili solo per un periodo ristretto, in un contesto irripetibile (es. dentro un monumento, durante una festa popolare o una ricorrenza culturale).
    • EUN3. Accesso Privilegiato o Straordinario: Offrire al pubblico esperienze in spazi normalmente non accessibili (collezioni private, ambienti storici chiusi al pubblico, atelier, archivi nascosti).
      EUN4. Workshop e Interazioni con Artisti o Artigiani Locali: Attivare esperienze relazionali che permettano ai visitatori di interagire con gli autori delle opere o con testimoni del patrimonio culturale.
      EUN5. Mostre con Performance dal Vivo: Integrare arti performative, teatro, danza o musica dal vivo in dialogo con le opere esposte, per arricchire la dimensione temporale ed emozionale della visita.
      EUN6. Narrazioni Originali e Inedite: Costruire la mostra attorno a un filo narrativo originale, non già visto, che restituisca un punto di vista nuovo sul tema o sulle opere esposte.
      EUN7. Curatele Collaborative e Mostre Co-progettate: Coinvolgere comunità locali, scuole, artisti emergenti o gruppi culturali nella progettazione della mostra, rendendola frutto di una costruzione collettiva.
    • EUN8. Contestualizzazione Locale e Geografica: Integrare nella mostra elementi del paesaggio, dell’architettura, della storia e delle specificità del luogo per radicare l’esposizione nel suo territorio.

Approccio Relazionale (5)

    • EAR1. Comunicazione Empatica e attiva: Prevedere momenti di interazione tra gli artisti, il curatore, se presente o personale adeguatamente formato e i visitatori. 
    • EAR2. Esperienze in Piccoli Gruppi: Per facilitare una relazione più profonda tra artisti, staff, opere e visitatori, è consigliabile limitare il numero di persone che accedono contemporaneamente agli spazi espositivi.
    • EAR3. Dialogo tra le Opere e i Visitatori: Le opere d’arte dovrebbero essere presentate in modo da stimolare un dialogo diretto con i visitatori.
    • EAR4. Spazi di Interazione Sociale: Aree all’interno dell’esposizione dove i visitatori possono discutere liberamente delle opere tra di loro o con il personale dello spazio espositivo.
    • EAR5.  Interazione Guidata da Testi Descrittivi o Poesie: L’interazione guidata da testi descrittivi o versi poetici associati alle singole opere può rafforzare il legame tra le opere d’arte e il pubblico.

Apprendimento Esperienziale (4)

    • EAE1. Workshop e Attività “Mani-in”: Organizzare laboratori pratici e attività partecipative che permettano ai visitatori di “mettere le mani in pasta”, sperimentando tecniche artistiche, creative o artigianali legate al tema della mostra.
    • EAE2. Mostre a Carattere Educativo: Progettare visite guidate e percorsi didattici che approfondiscano gli aspetti tecnici, storici, culturali e artistici delle opere esposte.
    • EAE3. Interazioni Culturali: Favorire occasioni di dialogo diretto con artisti, artigiani, curatori, storici dell’arte o altre figure culturali, attraverso conferenze, talk, interviste pubbliche, tavole rotonde o  performance commentate. 
    • EAE4. Giochi e Percorsi Interattivi: Progettare percorsi ludici e interattivi che stimolino l’apprendimento in forma esperienziale, trasformando la visita in un viaggio esplorativo ricco di stimoli cognitivi e creativi. 

 Intrattenimento e Coinvolgimento Ludico (4)

    •  EIN1. Attività Divertenti: Proporre attività ludiche e momenti di svago che offrano una pausa leggera e piacevole all’interno del percorso espositivo.
    • EIN2. Spettacoli e Performance dal Vivo: Integrare nel programma espositivo spettacoli dal vivo come concerti, danze, letture sceniche, teatro o performance artistiche.
    • EIN3. Interazioni Leggere e Sociali: Creare spazi o momenti all’interno della mostra dedicati a interazioni sociali informali e giocose, che favoriscano l’incontro e lo scambio tra i visitatori.
    • EIN4. Collaborazioni con Artisti Locali: Coinvolgere artisti, performer o artigiani del territorio in attività legate al percorso espositivo.

Qualità Comunicativa

Un’interpretazione comunicativa ben strutturata può trasformare la visita in un’esperienza arricchente, in cui il visitatore non si limita a osservare, ma comprende, interagisce e si connette con il significato più profondo delle opere esposte.

Il coinvolgimento comunicativo nell’esperienza espositiva è strettamente connesso ai seguenti principi:

    • Rivelazione (Comunicazione Ermeneutica)
    • Provocazione
    • Approccio Olistico
    • Approccio su Misura
    • Approccio Creativo
    • Comunicazione Fondata sui Fatti
    • Semplicità e Coerenza Comunicativa

 Rivelazione (8)

    • CRI1. Narrazione Evocativa: Raccontare storie che emergano dal patrimonio stesso, rivelando dettagli sorprendenti o poco noti.
    • CRI2. Creazione di Collegamenti Emotivi: Il patrimonio culturale deve parlare alla vita, ai ricordi, alle emozioni di chi visita la mostra.
    • CRI3. Presentazione Graduale: Svelare i significati attraverso una sequenza narrativa, lasciando spazio alla riflessione individuale.
    • CRI4. Coinvolgimento Intellettuale: La rivelazione deve stimolare la mente, non solo trasferire contenuti.
    • CRI5. Rivelazione Contestuale: Contestualizzare un oggetto nel suo ambiente originale o simbolico aiuta a comprenderne funzione e valore nel tempo e nello spazio.
    • CRI6. Linguaggio Evocativo e Poetico: Utilizzare un linguaggio suggestivo e non tecnico può aiutare a stimolare l’immaginazione e avvicinare anche i pubblici meno esperti.
    • CRI7. Esplicitazione del Non Detto: Dare voce a ciò che normalmente viene taciuto o ignorato (marginalità, silenzi storici o narrazioni trascurate) è una potente forma di rivelazione.
    • CRI8. Temporalizzazione del Significato: Mostrare come il significato di un oggetto sia mutato nel tempo aiuta a comprenderne il valore dinamico, la sua evoluzione culturale e il modo in cui società diverse lo hanno reinterpretato.

Provocazione (4)

    • CPR1. Stimolazione della Curiosità: Una mostra efficace deve accendere la scintilla dell’interesse. Domande provocatorie, affermazioni inaspettate o approcci controintuitivi possono trasformare l’attenzione passiva del visitatore in desiderio di scoperta.
    • CPR2. Uso di Oggetti Simbolici: Mostrare oggetti, reperti o scenari che invitino i partecipanti a indagare il loro contesto e significato. Gli oggetti che incarnano storie o significati profondi possono essere utilizzati come ottimi catalizzatori di riflessioni.
    • CPR3. Provocazione Intellettuale: Utilizzare domande e affermazioni per stimolare la curiosità e invitare alla scoperta.  
    • CPR4. Narrazione Coinvolgente: Raccontare storie che inizino con un mistero o un dilemma, lasciando che il pubblico partecipi alla sua risoluzione.

Approccio Olistico (3)

    • COL1. Integrazione del Contesto: Collegare il patrimonio esposto (artistico, storico o culturale) a elementi storici, sociali e ambientali, creando una narrazione che rifletta la complessità e favorisca una comprensione più profonda da parte del pubblico.
    • COL2. Narrazione Trasversale: Creare connessioni tematiche tra le opere esposte attraverso filoni narrativi trasversali, che permettano ai visitatori di percepire come ciascun oggetto o opera dialoghi con gli altri.
    • COL3. Personalizzazione e Approccio Empatico: Creare percorsi interpretativi in grado di coinvolgere emotivamente il pubblico, adattandosi alle sue emozioni, aspettative e background personale.

Approccio su Misura (2)

    • CMI1. Personalizzazione dei contenuti: Offrire strumenti interattivi (digitale, manuale o fisico) che consentano ai visitatori di esplorare autonomamente dettagli specifici delle opere esposte, favorendo così una comprensione attiva e personalizzata.
    • CMI2. Accessibilità e inclusività: Laddove possibile, rimozione o riduzione delle barriere fisiche, linguistiche e culturali.  

Comunicazione Creativa (5)

    • CRE1. Storytelling Artistico: : Narrare storie che intreccino le opere d’arte con aspetti emozionali, biografici e personali.
    • CRE2. Scrittura Creativa nelle Mostre d’Arte: Creare descrizioni suggestive e poetiche per accompagnare le opere.
    • CRE3. Narrazioni Performative: Includere performance artistiche come monologhi teatrali, letture poetiche o musica dal vivo ispirata alle opere esposte.
    • CRE4. Narrazione Interattiva e Digitale: Utilizzare tecnologie come realtà aumentata, applicazioni mobili e dispositivi interattivi che permettono ai visitatori di esplorare ulteriormente i dettagli tecnici, le storie nascoste e i significati simbolici delle opere d’arte.
    • CRE5. Diari Immaginari e Monologhi Interiori: Realizzare narrazioni immaginarie basate sulle opere o sugli artisti.

Comunicazione Fondata sui Fatti (2)

    • CFF1. Ricerca e Documentazione: In alcuni casi può essere utile una ricerca preliminare approfondita e multidisciplinare, che preveda consultazioni di archivi, biblioteche, cataloghi, documenti d’epoca e testimonianze dirette (come interviste con esperti, artisti o curatori).
    • CFF2. Verifica delle Informazioni: Tutte le informazioni presentate devono essere sottoposte a una rigorosa verifica per garantirne l’accuratezza.

Semplicità e Coerenza Comunicativa (4)

    • CSC1. Linguaggio Accessibile: Utilizzare un linguaggio semplice, diretto e immediatamente comprensibile. Quando necessario, affiancare eventuali termini tecnici con definizioni brevi o spiegazioni chiare.
    • CSC2. Struttura Chiara e Logica: Organizzare il contenuto in maniera sequenziale e logica, utilizzando titoli esplicativi, sottotitoli chiari ed elenchi puntati per facilitare la lettura e l’orientamento dei visitatori.
    • CSC3. Visualizzazione Efficace delle Informazioni: Utilizzare immagini, grafiche, diagrammi e supporti visivi per facilitare e integrare il testo esplicativo, rendendo la comunicazione più coinvolgente e immediata.
    • CSC4. Evitare il Sovraccarico Informativo: Presentare esclusivamente informazioni essenziali e rilevanti per l’opera o l’oggetto esposto, evitando lunghe descrizioni e informazioni ridondanti che possano disorientare il visitatore.
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Per approfondire gli argomenti trattati in questo articolo:

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Ignazio Caloggero – Presidente AIPTOC – Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali. Associazione inserita nell’Elenco delle Associazioni Professionali che rilasciano l’Attestato di qualità e di qualificazione professionale dei Servizi, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE) – info@aiptoc.it

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